Di hosting, così si chiamano le aziende che gestiscono fisicamente i computer sul quale si trovano i siti, ce ne sono molti e tutti con offerte e costi diversi. Ma quale scegliere?
Se stiamo cercando solo uno spazio dove scrivere i nostri pensieri ecco che allora ci basta un sito di terzo livello e con WordPress, Splinder, Blogger in pochi minuti abbiamo quello che cerchiamo a costo zero.
Sicuramente i domini di terzo livello sono ottimi per chi non vuole spendere un euro e non vuole prendersi la briga di sporcarsi le mani. Ottenere un dominio di secondo livello allora costa, si ma quanto e soprattutto, cosa devo cercare?

Premessa per creare un sito e gestirlo per contro proprio per necessità medie:
Qualcosa che nessuno ti dice mai: La cosa su cui dobbiamo cercare di capire fin da subito è il “traffico”. È sempre mostrata su base mensile e, un po’ come il credito del telefono, se consumiamo la nostra quota, possiamo avere un sito non raggiungibile o pagare delle penali. In Italia si paga a caro prezzo il traffico e la banda mensile e saper valutare fin da subito questo valore è difficilissimo. Se offriamo un sito che contiene al suo interno tante immagini, video e altro allora il consumo della banda sarà alto, e tutto dipende dal volume degli utenti che abbiamo. Potrebbe convenire in questa situazione di trovare un hosting che offra banda illimitata dimenticandosi del problema o mettere le immagini, video e altro su server che offrono questo servizio con tutti i pro e i contro.
All’estero o in italia? Bella domanda, io personalmente consiglio sempre la lingua che sia voi che l’hosting parlate meglio. In caso di assistenza, come credete di comunicare a segnali di fumo?
Personalmente eviterò come la peste per questo sito o professionali per i miei clienti/amici questi qua sotto:
Un po per esperienza diretta e un po per quello che i loro clienti dicono di loro eviterò Register.it, Aruba, Tophost, Netsons, Altervista, ServerPlan, Hostek, DreamHost. Su Register e Aruba ho amici che ci lavorano e ho avuto esperienza diretta. Su Tophost, Netsons, SereverPlan e Hostek si sono rivelati incompetenti dal lato tecnico e professionale nei confronti del cliente, eppure alcuni promettevano bene. Per finire c’è DreamHost, molto pubblicizzata da siti nostrani pur essendo americano. Il prezzo è veramente basso rispetto alla moltitudine di servizi offerti ma facendo una ricerca si scopre che dal 2007 ad oggi sono spuntati a dismisura lamentele di disservizi tanto che molti se ne sono andati. Questa azienda, fin da gli esordi, ha fondato il proprio successo sul passaparola. Se tu che hai un sito presso di loro ed esponendo un loro banner qualcuno compra un dominio tramite il tuo suggerimento riceverai uno sconto il successivo anno al rinnovo del contratto. Il problema è che si sono ritrovati con così tante richieste a prezzi così bassi da ritrovarsi impiccati con problemi implementativi hardware ed oggi chi si trova presso di loro ne paga le conseguenze.
È vero che più l’hosting è famoso e meglio è?
No e chi pensa il contrario non ha mai lavorato alla parte tecnica per questo tipo di azienda. Nella maggior parte dei casi dove il nostro budget e le esigenze sono basse si va a finire su un hosting condiviso con altri siti, quindi più ce ne sono e minore saranno le risorse a disposizione per tutti con un aumento considerevole dei compromessi tecnici per non dar noia a nessuno. Inoltre, maggiori sono gli utenti con problemi e maggiori sono i tempi di attesa e risposta per l’assistenza. Per avere, anche se marginale, un’idea di quanti siti possono esser ospitati su un server usiamo questo sito o questo altro.

Basta inserire il nome di un dominio, ad esempio sismi.info e aspettare che ritorni un risultato. Nel mio caso, prima che mi trasferissi, facevo a gomitate con più di altri 3800 e di problemi ne avevo sia come prestazioni che servizi. Ovviamente non è detto che sulla stessa macchina ci stavano 3800 siti, ma solo che l’ip è il medesimo quindi anche se effettivamente non ho la possibilità di capire in quanti siamo è ragionevole pensare che l’hosting debba gestire una considerevole mole di lavoro.
Quindi meglio scegliere un hosting piccolo o giovane? Beh non è detto, ma va anche ricordato che cosa ci fate con un sito e se è per la vostra azienda allora sarebbe brutto se hosting fallisse e vi trovaste “appiedati” perchè non sanno far fronte a tutti i problemi e necessità dei loro clienti.
Consigli: fate SEMPRE settimanalmente copia di backup dei file e del database perchè non si sà mai quello che potrebbe accadere domani.
Garanzie a tutela dell’utente: Nessuna! Ovvero che quando decidete di comprare un dominio e appoggiarlo all’hosting, a prescindere da chi sia gestito, dovrete firmare un contratto che vi obbligherà a non ricorrere a vie legali contro l’azienda in caso di malfunzionamenti o guasti, che essi siano presunti o reali. Questo vuol dire che se ci sono danni, anche risolti in tempi brevi, voi non potete rifarvela con nessuno e richiedere risarcimenti per eventuali mancati guadagni.
Ho seguito i tuoi consigli ma è capito comunque che siano sorti disservizi e problemi: Purtroppo, e questo la gente non lo capisce, che l’hosting al quale vi siete appoggiati sia famoso o sconosciuto, caro o gratuito, tutti prima o poi sono soggetti a guastarsi, magari anche per causa nostra.
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