Dovete cambiare monitor e non sapete proprio come valutare le caratteristiche degli oggetti oggi in circolazione. Questa vuole essere una mini guida sui punti da tener presente al momento di un eventuale acquisto.
Escludiamo il vecchio tipo a “tubo catodico” detto CRT a un LCD per il semplice fatto che quest’ultimi essendo di nuova tecnologia (TFT) hanno un minor consumo energetico, un notevole guadagno in termini di spazio e un quasi equiparato prezzo ai CRT.
NB: Se non siete dei professionisti in computer grafica potete tranquillamente scegliere un LCD in quanto oggi giorno un CRT è cosigliato su utilizzi per grosse dimensioni [21' pollici in su].
Andiamo ad analizzare i punti su cui effettuare la nostra scelta:
Dimensione: é il primo parametro di scelta. Tenendo presente che attualmente la misura più comunemente venduta è il 17” pollici. Tuttavia, se ne avete le finanze, vi suggerisco di prendere qualcosa in più. Un recente studio ha infatti affermato che maggiore è l’aria dello schermo e maggiore è la produttività.
NB: Scegliere se comprare un monitor Widescreen invece che la normale misura 4:3 è una scelta puramente personale. Tuttavia per uso multimediale consiglio un Widescreen e all’inverso se avete a che fare con la video scrittura.
Risoluzione massima: rappresenta la densità dei pixel. Quindi maggiore è il numero dei pixel e migliore è la qualità delle immagini. Oggi giorno un monitor che non supporta 1024×768 può considerarsi di fascia bassa e quindi risoluzioni maggiorni determinano un prodotto qualitivamente migliore.
Prestate attenzione al sunto sottostante:
NB: A parità di dimensione del monitor deve essere scelta una risoluzione uguale o minore. Inutile settare una risolizione 1280×1024 se avete un monitor da 15 pollici perchè non riuscireste a leggere nulla.
Contrasto: è la differenza tra il valore del pixel più luminoso e quello più scuro presenti in un’immagine. Maggiore è il contrasto e migliore sarà la qualità dell’immagine.
Espressa in XXX:1 un monitor di fascia media dovrebbe stare tra i 400-700:1, scegliere quindi un 500:1 potrebbe essere un buon punto di partenza.
NB: Tuttavia in commercio si vedono prodotti a basso costo che superano abbondantemente questi valori in quanto un alto contrasto non è il solo sinonimo di qualità perchè va accostato a parametri che andremo analizzare successivamente.
Luminosità: Rappresenta l’intensità di luce per unità di superficie che il monitor può riprodurre. Gli attuali cristalli liquidi offrono valori compresi tra 250 e i 350 mentre i vecchi CRT non superavano una luminosità pari a 100. E’ dunque consigliabile cercare di acquistare un oggetto con il valore più alto possibile.
Refresh: Indica la velocità con cui un immagine viene ripetuta. Maggiore velocità denota maggior “stabilità” nella visualizzazione dell’immagine. Dicendo che un monitor ha un refresh a 60Hz vorrebbe dire che un immagine viene riprodotto per 60 volte al secondo. Maggiore è il valore e più riposati saranno i nostri occhi.
Distanza fra i pixel (dot pitch) Si lega alla risoluzione e il che implica che se questo valore non è adeguato avere un monitor con una risoluzione molto elevata potrebbe far diventare l’immagine sfuocata o sgranata. Questo parametro indica la distanza tra due pixel dello stesso colore con la conseguenza che minore è questo valore, migliore sarà la qualità e la nitidezza dell’immagine.
Prestate attenzione al sunto sottostante:
Tempo di risposta: Rappresenta la velocità con cui un pixel impiega per passare dal nero al bianco e ritornare al nero. Più bassa sarà questo valore e migliore sarà la qualità del monitor.
NB: Si fa notare che in caso il vostro monitor venga utilizzato per i giochi che tale valore non sia maggiore a 16 millisecondi e addirittura monitor superiori a 25 sono sconsigliati in quanto presentano la famosa scia di movimento del mouse.
Angolo di visuale: Questo è il parametro più critico in un monitor LCD in quanto per ottenere il miglior risulatato visivo bisogna essere esattamente di fronte allo schermo. Angoli diversi implicano una percezione dell’immagine diversa rendendola più scura o sbiadita. L’angolo di visuale media calcolata sia in verticale che in orizzontale si aggira in media sui 160°. Tuttavia un consiglio personale è di scegliere angoli superiori che si aggirino sui 170°.
Ingressi: Se disponete sulla vostra scheda video di una uscita digitale DVI (Digital Video Interface) è consigliabile trovare un monitor che abbia il medesimo attacco in quanto consente di migliorare ulteriormente la qualità dell’immagine. Questa non è una particolare specifica a cui guardare, tuttavia visto che stiamo valutando tutti gli aspetti qualitativi mi sembrava doverosa una nota.
Pixel difettosi: Non molti sono a conoscenza che ogni monitor LCD fa parte di una ben precisa “classe”. E’ frequente in monitor nuovi incappare in pixel così detti bruciati. Ossia pixel che rimangono ad esempio fissi su un colore. Anche se esistono dei metodi casalinghi per risolvere il problema alcune volte potrebbe non bastare ed è necessario dunque l’utilizzo della garanzia. Se il numero di pixel “corrotti” è inferiore al numero previsto per quella classa di appertenenza il vostro monitor non è coperto da garanzia e quindi le spese di riparazione o sostituzione sono a vostro carico anche se non sono scaduti i 2 anni dalla data dell’acquisto.
La norma ISO 13406-2 prevede quattro classi, che specificano quanti pixel difettosi per milione possono essere presenti nel display e la risuddivine in ulteriori 3 tipi in base al tipo di pixel incriminato.
La maggior parte dei monitor appartengono alla classe II, che tollera due pixel accesi, due pixel spenti e cinque subpixel difettosi per milione di pixel (contro 5, 15, 50 della Classe III).
Alcuni prodotti vengono venduti con una garanzia zero pixel (Zero Bright Dot), con la quale esiste il diritto alla sostituzione del prodotto in caso di difetti del display entro un certo numero di giorni dalla data di acquisto.
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