Ecco come le Major e gli ISP interferiscono con il p2p cercando di limitare la “banda” o impedire che si scarichi materiale protetto dal diritto d’autore.
Innanzi tutto va detto che il protocollo p2p non è ILLEGALE come molti erroneamente possono pensare o farci credere. E’ un protocollo di comunicazione e come tale serve per comunicare, ma è l’uso che ne facciamo a rendere i programmi che lo utilizzano lecito o no. Una pistola è un oggetto, sta a te decidere se utilizzarla con il solo scopo di proteggerti o offendere.
I programmi che usano tale protocollo stanno dando noia a diversi soggetti: vediamo chi e perchè.
Il perchè è semplice: Per come è strutturato il sistema non può essere demolito ma solo rallentato. File che sono reperibili attraverso “canali” p2p non risiedono in un unico posto che se trovato può essere chiuso. Ogni files è contenuto sui computers di utente connessi a quella rete. Quindi ogni utente che scarica fa a sua volta scaricare i file contenuti sul proprio computer. Ecco spiegato perchè è impossibile fermare questo protocollo in quanto esistendo MILIONI di utenti e non possono essere tutti fermati. E qualcosa di cui non hai il controllo spaventa.
A chi da noia: L’utilizzo principale di programmi che sfruttano tale protocollo è molto spesso quello di scaricare materiale (musica, video, programmi e documenti) coperti da copyright. Vedere un film uscito la settimana prima al cinema direttamente sul proprio computer è una realtà.
Tuttavia le Major non sono le uniche ad avercela col p2p. Gli ISP o meglio noti come i gestori delle compagnie telefoniche, coloro che ti permettono di andare su Internet, hanno una loro motivazione. Ma perchè?
Il discorso sarebbe lungo, complesso e tecnico. In definitiva basti pensare a chi ti da l’ADSL come ad un fiume. Ogni utente con una connessione attiva che attinge acqua da questo fiume con un rubinetto più o meno grade a seconda del tipo di contratto. Quando navighiamo per siti, questi rubinetti non sono mai aperti completamente. Anche supponendo che ci siano mille rubinetti aperti, ma mai completamente, il fiume dà da bere a tutti. Il problema sorge quando scarichiamo qualcosa, ed in particolar modo con i programmi p2p con i quali i nostri rubinetti sono sempre aperti e al massimo. Fino a quando gli utenti sono pochi il fiume riesce ha dare acqua a tutti ma se il numero di utenti supera il limite che il fiume riesce a gestire; questo si svuota ed ecco che tutti percepiscono una diminuzione di approvigionamento! Capite che far si che il fiume diventi più grande per gestire un maggior numero di uteti è possbile ma ha dei costi non da poco.
La situazione attuale prevede che gli ISP abbiamo stipulato molti contratti e che in definitiva si trovano a dover far i conti con un numero sempre maggiori di utenti che prosciugano il fiume, risulta più comodo e meno dispendioso risolvere la situazione in un altro modo.
Essendo loro a darti acqua, a “monte” decino di fare quello che vogliono. Anche se esistono metodi per offuscare i protocolli p2p loro riescono sempre ad accorgersi di chi ne fa uso e quindi applicano la regola del “tetto minimo”. Ossia a tutti quegli utenti che usano del p2p, o un uso continuato sempre al limite massimo della loro connessione viene:
Questo è sbagliato per molti fattori. Uno fra tutti è che io pago per un servizio e come tale ci faccio quello che voglio. Se gli operatori telefonici non sono in grado di rispettare contratti garantibili sempre e per tutti che evitino di fare promesse di velocità che non possono gestire.
Altro fattore è che non tutti i programmi p2p vengono usati per scopi illeciti. Perchè se io uso un qualcosa di legale non posso comuque fare quello che voglio?
Sebbene questa è una realtà italiana all’estero non è così e comunque non risolve il problema di impedire che file protetti da copyright circolino liberamente senza controllo delle Major.
Le Major hanno affidato il compito ad aziende di creare reti p2p ma con all’interno server, utenti e file completamente fittizzi al solo scopo di tracciare e rallentare gli utenti. Vediamo tutti gli escamotage più o meno risultati validi:
Come avete potuto vede il sistemi adottati funzionano, ma solo marginalmente e rallentano solamente. Ovviamente non è tutto nero. Una nuova tecnologia fa ben sperare.
Secondo i ricercatori dell’università di Carnegie Mellon e la Intel grazie al SET [Similarity-Enhanced Transfer] sarebbe possibile aumentare la velocità del protocollo p2p tra un 30 e 70% in più. Per distiguere un file da un altro il protocollo p2p applica un “codice” ad ogni file. Ogni codice è univoco e non riproducibile. Ecco che ad esempio per una canzone possano esistere più versioni differenti tra loro anche se simili. Quando si decide di scaricare un file si contattano solo quegli utenti che risultano avere quell’esatto codice distintivo sul file. Il SET fa un’altra cosa. Analizza i file e anche se i loro codici sono diversi cerca di capire se alcune delle sue “parti” possono comunque andar bene per il nostro. Così anche se il file è diverso avremo un aumento delle fonti per il file con un aumento della velocità.
Per il momento il SET è solo su carta, deve essere ancora realizzato e applicato. Quindi nulla di guadagnato fino ad ora. Le major applichini tutti i controlli o tutti i sistemi di depistaggio che ritengono più opportuni perchè ci sarà sempre il modo di aggirare l’ostacolo. L’unico vero grande problema sogno gli ISP. Con loro non esistono vie traverse. Sono loro che ti danno l’acqua e se voglio possono togliertela in qualsiasi momento.
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