Mi ero astenuto fino ad ora dal parlare del disegno di legge approvato in Camera dei Ministri il 12 Ottobre scorso per regolamentare la nuova disciplina in materia di editoria quotidiana, libera e periodica in quanto una parte di me la voleva, anche se in maniera diversa. Per tornare alla questione, la parte di legge che ha suscitato proteste è la seguente:
la disciplina mira all’arricchimento della produzione e della circolazione dei prodotti editoriali, allo sviluppo delle imprese e del settore editoriale in conformità ai principi della concorrenza e del pluralismo, al sostegno all’innovazione e all’occupazione, alla razionalizzazione e alla trasparenza delle provvidenze pubbliche, nel rispetto dei principi affermati dallo stesso articolo 21 della Costituzione
Non tanto per un problema di incostinuzionalità ma per il fatto che tale legge è stata scritta per la carta stampata e non per Internet. Ecco da qui il tanto disprezzo nato da parte dei blogger. Tale legge, se fosse stata approvata avrebbe obbligato chi scrive sul territorio Italiano, carta stampata e non, a rispondere civilmente e panalmente di ciò che scrive. Ad aggiungere la beffa era il dover pagare una quota, come se già non pagassimo tasse inutili, ed essere iscritti al ROC. Insomma, saremmo stati equiparati a tutti quei soggetti che scrivono per lavoro e dai cui scritti ricavano un lucro.
Sono stato contattato da lettori e amici che i blog li usano per scrivere i loro pensieri ed impressioni e non per vivere con quei pochi centesimi che i banner gli fruttano quotidianamente, chi li ha messi. A tutti rispondevo di non preoccuparsi, che una soluzione si sarebbe trovata se la legge fosse stata approvata. [Perchè fatta la legge, trovato l'inganno]. Personalmente mi stavo già attrezzando per cambiare server, con uno all’estero, molto più stabile e sicuro considerando che il soggetto di cui scrivevo qualche giorno fa ha continuato pure stanotte imperterrito. Tutta via pensavo: che schifo l’Italia con le sue leggi assurde, i suoi governanti e i suoi cittadini che non fanno nulla.
Questa volta invece no. Sarà stato per le 2 petizioni che ho sottoscritto o per il fatto che moltissimi blogger molto famosi ne hanno parlato ma questa legge verrà modificata depennando tutta la parte che potrebbe riguardare Internet. Tutto come prima, niente tassa e chiunque può continuare a scrivere.
In conclusione cosa è successo?
Come detto nella prefazione io ero in parte a favore della legge. Avrei permesso a chiunque di continuare a scrivere ma avrei posto l’accento a chi non scrive solo per scrivere. A tutte quelle persone che quotidianamente vengono letti, ascoltati, venerati, copiati, banditi, disprezzati o messi al rogo per quello che scrivono. Io avrei fatto una legge per agevolare, garantire e valorizzare questa nuova forma di Business chè il blogger di professione. Mi sarebbe piaciuto poter distinguermi da tutta quella “massa” di persone che scrivono solo per il gusto di scrivere fatti personali o che li leggono in 5 gatti. Non ho nulla contro di loro perchè sono gli stessi che mi leggono ma penso che io, come altri, non scriviamo solo per il gusto di dire: stamani non sceso dal letto e mi sono fatto un caffè. Siamo in molti ha perdere una considerevole parte del proprio tempo nel tenersi aggiornati, trovare un articolo interessante e scriverci un pezzo per tutte quelle persone che ci leggo e che si aspettano di più.
Questo mi sarebbe piaciuto.
Tu hai pensato che schifo l’Italia, e allora pensa in Cina, c’è da non crederci per quello che fanno, non potrei mai vivere lì.
23 Ottobre, 2007 12:39