Google è uno dei più usati motori di ricerca, ma non è l’unico. Tuttavia se qualcosa non dovesse funzionare, o i suoi comportamenti fossero volontariamente pilotati, ecco che milioni di persone ogni giorno sarebbero col sedere per terra o manovrati come marionette. Questa considerazione proviene da un accadimeno di cronaca dello scorso week-end informatico. Il grande G, noto come Google, offre per i suoi navigatori un sistema di tutela in grado di avvertire l’utente se il sito che si sta per visitare potrebbe contenere pericoli [truffe, virus etc]. Questo sistema sia auto regolamenta tramite un sistema automatizzato e sia mediante un supporto umano e grazie a questo secondo fattore che per 55minuti Google riteneva che QUALUNQUE sito era pericoloso, www.google.com compreso.

Il problema risiedeva in un banale / di troppo, tuttavia a parte questo scivolone grossolano in tantissimi si affidano a tale strumento ritenendolo veritiero. Ma cosa ci ganratisce che lo sia davvero?
Adesso molti ci ridono sopra e altri pongono interrogativi sulla stabilità di internet se Google dovesse avere problemi più seri in futuro, ma ancora non ho trovato nessuno che dica 2 cose secondo me più importanti:
La cosa che mi spaventa è come mai nessuno si ponga interrogativi sul fatto che “siamo” diventati troppo dipendenti da certi servizi ma al contrario cosa dobbiamo fare quando questi non funzionano bene. A me tutto questo spaventa.
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Uno spunto di riflessione interessante.
Personalmente nutro la massima fiducia in Google, che uso quotidianamente per le ricerche, la posta elettronica, le statistiche, la pubblicità e molti altri servizi offerti.
Penso come te che sia “stupido”, oppure “poco saggio” affidarsi a quei siti che permettono il backup delle password e dei dati sensibili. Personalmente non l’ho mai fatto, mai consigliato e mai lo consiglierò. Al giorno d’oggi i dati personali sono una cosa troppo importante per affidarli a terze persone.
Per quanto riguarda i software di uso comune, hai calato una perla di saggezza. E’ assolutamente vero. Innumerevoli volte mi sono trovato, causa il mio lavoro di informatico, a dover installare vecchie versioni di software ed applicazioni sui pc dei clienti e degli amici, i quali non sono in grado o non possono aggiornarsi ed importare i dati dal vecchio al nuovo. E’ incredibile di come ci si stia legando le mani con una tecnologia che invece potrebbe (e personalmente mi ritengo membro di questa categoria di persone) rendere libere le persone di fare, andare, vedere ed avere tutto quello che si vuole con un piccolissimo sforzo.
2 febbraio, 2009 18:03
ottimo articolo … anche a me google “dubbia” parecchio ma … di chi altro possiamo fidarci?
di windows live search? :D
6 febbraio, 2009 17:30
Mmm, qui più che abitudine si parla di “possibilità offerte”. Pensateci, perché tutti usano Google? Perchè è quello che ha più pagine web nei suoi archivi, e anche perchè ci trovi di tutto. Non vedo così “grave” usare solo questo servizio, certo è che ci sono molte alternative, decisamente “inferiori” ma sempre alternative sono. Se Google un giorno non mi soddisferà più, al massimo mi sposterò su Yahoo! ;-D
22 febbraio, 2009 20:02
Oi, David.
Intanto, buon giorno; qui è ancora presto, ma io sono mattiniero.
Vorrei utilizzare questo Tuo articolo su Google, per evidenziare una “censura” e chiederTi se conosci il modo di aggirarla:
- Google Maps
- Una mappa qualsiasi, selezionando una città
- Satellite
A questo punto se richiedi il massimo ingrandimento, l’ultimo “scatto” della scala graduata, visualizza un messaggio di “spiacenti … …”, che dice che quel livello di ingrandimento non è disponibile.
In effetti, se fai “avanti e indietro” con lo zoom velocemente, appare per un istante la mappa ingrandita, ma viene quasi immediatamente “coperta” dall’avviso.
In pratica, non è vero che la mappa con l’ingrandimento richiesto non è disponibile, ma la sua visualizzazione è “censurata”.
Sono certo che la cosa è legata alla sicurezza; un ingrandimento così, permette di. individuare la singola; casa; ma – a parte che mi sembrerebbe più serio dirlo, invece di trattare sempre come una massa di scemi tutti noi, la “plebe” – credo che un maleintenzionato, possa trovare altri sistemi.
Ma a parte questa considerazione personale, come si potrebbe – sempre che sia possibile – aggirare questa censura, che mi sembra (come dice Fantozzi), “una c…….a pazzesca” ?.
10 settembre, 2009 11:27
@Mauro: diacimo si e no. Nel senso che per potivi di Privacy/Sicurezza il dettaglio non può esser più di un certo tipo. Il satellite di Google, lanciato non molto tempo fa, può leggere a detta di Google stessa le targhe delle Auto.
Quell’effetto che però citi tu si spiega molto più semplicemente col fatto il dettaglio e la regione che puoi “osservare” variano al variare della versione. Detto in soldoni: se compri la versione di Google Earth a pagamento allora hai diritto ad un maggior dettaglio. Sia Google Maps che Earth usano le stesse mappe solo finalizzate per scopi leggermente diversi su strumenti diversi [uno tramite browser e JS e l'altro tramite programma specifico] e quindi alcune cose potrebbero sfuggire.
Ovviamente non ho le prove di quanto detto, ma da programmatore quale sono penso che il motivo più logico sia questo.
10 settembre, 2009 12:33
Si, la motivazione economica (”Profit Vincit Omnia”), mi sembra convincente.
Obrigado e um abraço.
Mauro
10 settembre, 2009 12:55