Da Settembre i libri costeranno di più

Mi scuso se questo articolo non riguarda l’informatica ma quale affamato lettore mi sento in dovere di condividere quello che ritengo essere un problema sociale.

 

Una legge approvata in Senato “definisce in maniera certa i limiti entro cui si potranno fare le promozioni” sui libri. Anche chiamata come “Legge anti Amazon” dal 1’ Settembre i libri non potranno avere uno sconto superiore al 15% sul prezzo di copertina. Questa è in sintesi la nuova legge sui “libri e relative versioni digitali” atta a combattere le grandi catene e agevolare i piccoli venditori che al contrario non possono permettersi di applicare una promozione continua tutto l’anno. La legge poi fa delle eccezioni in cui sarà consentito arrivare solo fino al 25% ma solo per un periodo massimo di 30 giorni su 365 e che non sia nel mese di Dicembre.

Un plauso per tentare di andare a sanare una situazione effettivamente selvaggia in un settore quale l’editoria ma che però mi fa sorgere i seguenti interrogativi, soprattutto nei miei confronti di lettore.

  1. I libri universitari che costano in una fascia di prezzo tra 50 e 120 euro in cui prima potevano contare su sconti anche del 40% oggi in quanti si potranno permettere di comprarli visto che il più delle volte servono per un solo esame? Sappiamo tutti quale sia la salute economica dei nostri studenti universitari e delle famiglie che devono sostenerli.
  2. Immagino che libri sotto i 5 euro saranno un ricordo.
  3. I libri di magazzino o di nicchia che fine faranno? Molto probabilmente questo porterà alla non ristampa di alcune opere o alla disincentivazione di altri?
  4. Viene da se che se vuoi vendere un libro ma hai un “tetto” sugli sconti che potrai fare, il prezzo in copertina deve essere più basso fin da subito per renderlo più appetibile. Gli scrittori non da “best seller”, che già guadagnano poco perché la grossa parte della fetta la prendono gli editori sulla vendita di un libro, saranno molto meno incentivati a dir qualcosa visto l’ancor più basso profitto (non parlo ovviament degli autori stranieri che hanno un mercato diverso e si possono rivolgere ad un pubblico molto più ampio, ma di quelli italiani che da oggi vorranno pubblicare i loro lavori e che ancora non sono conosciuti).
  5. Perché il legislatore è dovuto intervenire su un bene “non primario”?
  6. Meno sconti, vuol dire meno acquisti. Meno libri in circolazione vuol dire meno cultura e meno idee. Meno idee portano ad aver meno capacità critica ma in un paese dove l’importante è parlar di calcio 4 giorni su 7 e nei restanti guardarsi dei minorati mentali sperduti chi sa dove o rinchiusi per chi sa quanto tempo parlando del nulla; forse è quello che ci meritiamo.

 

3 pensieri su “Da Settembre i libri costeranno di più”

  1. Ma dove andremo a finire? è una vera tristezza.. concordo pienamente con il punto 6 .. Così si promuove solo l’ignoranza .. Per di più per chi, come me, per studio e per lavoro deve comprare libri da 100 – 200 euro ..

  2. @Lisa L: una mia cliente che fa la libraia dal ’94 mi ha detto che quando ha incominciato lei gli sconti non esistevano e che la legge sicuramente dovrebbe risanare la categoria mi ha anche detto che ne riparliamo fra qualche mese con i numeri delle sue vendite sotto mano.

  3. Mi dispiace e posso capire se ci si mette nei panni di uno che vende libri per lavoro.. ma, essendo io nei panni dell’acquirente, mi vien da dire che i libri non dovrebbero essere un lusso ..

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