Col p2p non si scaricano solo file illegali. Ecco una lista di programmi che potresti utilizzare e che sfruttano il p2p.

mercoledì, 28 gennaio 2009 di David Terni
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Non è un segreto che molte persone usano software p2p come eMule e Torrent per scaricare illegalmente film, canzoni e software coperti da copyright senza pagare le dovute licenze. Con le pressioni che le major fanno sui Governi, che a sua volta si rifanno sugli ISP (telecome, tele2, fiscali etc) si sono messi in testa di voler combattere una battaglia contro il p2p per impedire il suo utilizzo. Alcuni operatori come Libero Infostrada da tempo non hanno fatto segreto di questa cosa giustificandosi che l’utilizzatore del p2p sfrutta e consuma fino all’esaurimento la banda xDSL, cosa che non accadrebbe con un normale utilizzatore.

In Francia c’è una legge abbastanza ferma in questo senso, tra l’altro bocciata dalla comunità europea, e l’Italia ha intenzione di seguire tale ideologia: chi verrà reputato che utilizzi la propria connessione per scarica materiale illegale gli verrà staccato, dopo la terza notifica, la linea internet per periodi variabili pur avendo pagato il contratto al gestore. Il problema di questi politici è che prima fanno una legge pensando che quello che fanno possa davvero servire allo scopo e in secondo luogo che non ci siano dei danni collaterali.

p2p-network.png

Ricordo che il p2p è un protocollo, un modo per condividere informazioni. Non mi stancherò mai di dirlo perchè permette di diminuire massicciamente i costi necessari a tenere in piedi server costosi, per condividere un file basta la collaborazione di tutti i computer degli utenti collegati a quel file. Una pistola e la macchina sono strumenti per la difesa e il passatempo, ma chiunque può decidere se tali oggetti possono essere usati per scopi criminosi. Nel p2p è uguale, solamente si pensa che sia usato SOLO per scaricare e condividere file illegali e non è vero. Ecco una lista di software e applicazioni che usano il p2p e per il quale sono sicuro qualcuno rimarrà stupito nel sapere che senza saperlo lo usa quotidianamente.

  • Skype, Hamachi, iFolder, Pando per alcune o tutte del loro funzionamento usano il p2p. Io senza Pando o Hamachi sarei rovinato.
  • La PlayStation 3 per i giochi che si fanno on-line usa il p2p
  • Siti come Miro e Joost per vedere video.
  • Molti siti di PeerSharing che offrono video o audio live sfruttano il p2p. [la CNN è una di questi]
  • Esistono reti di file-sharing per scaricare contenuti col Copyright pagando un abbonamento e pagando quello che si scarica, siamo coscienti che esistono vero? Per cui quello che scarico è legale ma lo faccio tramite il p2p e andrebbe contro l’intento della legge.
  • Emule e Torrent o tutti gli altri programmi che hanno una cattiva fama non hanno solo file illegali, ma anche testi, video, canzoni e programmi liberamente distribuiti senza vincoli di Copyright per cui la loro condivisione è autorizzata dagli stessi autori.
  • Calcolo del genoma umano e altre reti distribuite.
  • Windows per alcune sue applicazioni web-based. Addirittura la Microsoft sta spingendo creando strumenti appositi a partire da WindowsVista e Windows7.
  • Flash Player10 usa una funzione particolare chiamata RTMFP che si basa sul p2p.
  • Moltissime chat. Si parte da yahoo, per passare a jabber, finendo pure su WLM. [ovvimente non mi riferisco al funzionamento di tutti i software ma ad alcune delle loro funzioni]

E la lista potrebbe proseguire ancora oltre

Non voglio entrare nel merito se la pirateria aiuti o meno ad affossare il mercato “vecchio stampo” ma una considerazione la voglio fare: secondo me qualsiasi negozio o centro commerciale non potrà mai competere con gli scaffali ipoteticamente infiniti e infinitamente inesauribili di un “negozio on-line” in cui la disponibilità è immediata e facilmente reperibile.

La scusa usata per dire che i soli soggetti che possono consumare tutta la connessione sono solo quelli che utilizzano il p2p per scopi illegali è stupida e fallace per due motivi.

  1. Esistono applicazioni e servizi che NON sfruttano il p2p ma che saturano ugualmente la banda anche in maniera continuata e non sporadica: video streaming come sistemi di video sorveglianza e monitoraggio ambientale, siti di file sharing come Youtube & Friends, vpn etc.
  2. Se davvero la paura di questi ISP è quella di saturare la banda, allora perché invece di aumentare la velocità e fare nuovi contratti non si occupano del consolidamento? Maggiore è la velocità offerte dai nuovi contratti e più sono le possibilità che si cerchi di sfruttarla tutta, ma se invece si tenesse un profilo nella media aumentando solo la potenza dell’ISP e non dei singoli utenti nessuno ne risentirebbe invogliati dal fatto di avere un miglior servizio più performante e libero da vincoli.

La “navigazione veloce” serve per scambiarsi contenuti in tempi brevissimi. Che senso ha averla se poi non l’utilizziamo o ci mettiamo degli stupidi paletti? Inoltre l’unico modo che ha un ISP di bloccare una linea è quella di monitorare il traffico del cliente e segnalare “pacchetti” sospetti, tuttavia se io cripto le informazioni passate non c’è modo da parte del gestore di avere la certezza che il traffico sia sfruttato per scopi illeciti e tanti cari saluti alla legge e ai mezzi di monitoraggio. Insomma, fatta la legge, trovato l’inganno. Se vogliono cercare di combattere la pirateria sono altri i sistemi da adottare.

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mercoledì, gennaio 28 2009 di David Terni
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Ci sono 4 Commenti per questo articolo.

  1. Articolo FANTASTICO e chairissimo!
    E anche questa volta nn ci deludi ;)

    Spero un giorno di vivere in un paese dove potrò non sentire + questa frase:
    “… Insomma, fatta la legge, trovato l’inganno. …”
    xchè ne sono tanto nauseato quanto cosciente :(

    Spero un giorno che i miei connazionali (ovviamente nn solo loro) capiscano veramente quello che sta scritto in questo articolo ;)

    Segnalo un’altro “programma” simpatico che se nn sbaglio utilizza proprio una rete p2p per funzionare:

    Il caro vecchio SETI@home.

    Non è proprio un programma p2p come noi “siamo” abituati a pensarli, ovvero start->esegui->”icona”
    Infatti si avvia anche come screensaver ed utilizza una rete di calcolo distribuito.

    In due parole: “utilizza una rete di calcolo distribuita per la ricerca di segnali radio provenienti da intelligenze extraterrestri SETI” :D
    Maggiori info qui:
    http://it.wikipedia.org/wiki/SETI@home
    http://www.mconsult.it/seti-at-home.htm
    http://www.seti-italia.cnr.it/

    ps. dove trovo maggiori info riguardo al sistema p2p che sta alal base di skype?

    utente battiz

    30 gennaio, 2009 18:22

  2. il SETI non mi sembrava che fosse p2p. Ogni calcolatore fa il suo calcolo e poi invia al server centrale.. ma non seguo più il progetto da un cinque anni quindi potrebbe esser vero..

    Onestamente ora non mi viene qualche link sull’unghia da passarti, ma sappi che skype usa il p2p quando sei in chat con N soggetti e vuoi fare o una video chiamata o passare un file a tutti o alcuni dei partecipanti, per non appesantire il server skype.

    utente David Terni

    31 gennaio, 2009 08:30

  3. Gia vero il SETI nn calcolava direttamente su rete p2p ma in locale e poi inviava i risultati.
    Adesso nn saprei nemmeno io come si è evoluto.
    xò è stato il primo (+ conosciuto) sistema distribuito con tutti gli utenti che collaboravano “alla pari”.

    Pero’ è anche vero che il p2p è un paradigma computazionale che può essere poi implementato e realizzato con tecniche e procedure diverse …

    Skype da quello che mi dici sembra effettivamente funzionare con un “architettura” p2p … cerco un po’ su google se si trova qualche info rigurado la sua implementazione ;)

    Anche se sembrerebbe che i server skype abbiano l’unica funzione di “indicizzare” gli utenti come i cari vecchi server edonky indicizzavano gli utenti e i loro files …

    utente battiz

    31 gennaio, 2009 09:37

  4. Mi pare lapalissiano che non sia lo strumento o il sistema di per se a creare danni. e la solita vecchia
    storia del coltello da cucina..lo usi ogni giorno per mangiare ma se un giorno lo ficchi nel collo a qualcuno
    diventa un arma, non per questo vengono vietati i coltelli da cucina (mangiare una braciuola sarebbe
    un vero incubo sennò). il nocciolo della questione è che ne viene fatto un uso smodato e convergente
    verso materiale che in realtà si dovrebbe fruire attraverso altri metodi, comprandolo o noleggiandolo,
    ascoltandolo alla radio o in tv, digitale o meno che sia. visto che non si parla ne di pane ne di medicine,
    dovrebbero cessare una volta per tutte quelle stupide asserzioni che danno la colpa ai prezzi..sono solo
    scuse a alibi per non pagare un soldo per nulla. scaricare tonnellate di roba non è ne emancipazione ne
    libertà, è solo una compulsione bella e buona da tenere sotto controllo. qui non si tratta di capire se un
    sistema informatico è legale o meno, qui si tratta di mettere le mani nelle nostre coscienze e ridargli un
    senso onorevole in questa società di rammolliti e figli dei fiori. ok, se ogni tanto qualcuno cerca e trova
    un film, magari un titolo d’autore che manco cè in commercio, ok se ogni tanto qualcuno tira giù un
    pezzo di musica che ha sentito in una pubblicità..ma da qui a diventare parossistici come lo sono in molti,
    bè, passa una grossa differenza e oltretutto alla fine non ci si gusta più nemmeno nulla.

    utente Franco

    10 febbraio, 2009 14:51

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