Prendendo spunto dal fatto che la Farnesina e la Regione Toscana si siano create uno spazio su Second Life, gioco virtuale 3D, vorrei porre certi interrogativi sulla reale necessità di tale operazione di Marketing.
- Che tipo di vantaggio esiste attualmente nell’avere uno spazio virtuale che un buon sito internet strutturato in maniera corretta non possa offrire?
- L’italia è nota per essere il fanalino di coda in termini di approccio alla cultura telematica: in quanti saranno realmente ad usufruire di tale risorsa dunque?
- Che costi dovranno sostenere i cittadini? Oltre alla manutenzione degli spazie e all’assistenza al pubblico, lo “spazio” offerto dalla ditta che ha creato questo videogioco richiede un affitto per lo spazio usato.
- Chi ha valutato in termini di giusto o sbagliato, necessario o inutile?
- Prima di pensare ad aprire “nuovi orizzonti” sarebbe meglio migliorare e stabilizzare i propri confini. Molti istituzioni hanno personali agli sportelli inefficenti o con una burocrazia insostenibile. Siti internet “non accessibili” e senza il minimo senso dell’approccio alla navigazione. Prima concentriamoci a migliorare quello che già abbiamo e POI spingiamoci verso nuovi traguardi.
- Capisco la voglia di migliorare, di rimanere al passo con le tecnologie e cercare nuovi modi di comunicare ma se ne sentiva davvero il bisogno?
Mi sembra che dopo il caso del portale turistico italia.it, ricolmo di proteste, le amministrazioni pubbliche abbiano avuto un ulteriore scivolone. Forse è il caso che l’italia pensi al cibo e al turismo invece che ad internet!
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