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Problemi col Nabaztag, ecco il perche’

NabaztagIl Nabaztag, per chi non lo conoscesse, è un soprammobile a forma di coniglio. Cosa fa di tanto speciale? Innanzi tutto può essere personalizzato come ti pare: vestendolo, cambiandogli il colore delle orecchie etc. Inoltre parla, sa che ore sono, ti dà le previsioni del tempo e riproduce con la sua voce un testo scritto, puoi inoltre decidere di maritarlo con un altro Nabaztag e dalla seconda generazione è possibile ordinargli azioni tramite un microfono integrato. In contemporanea ha tutte queste cose, muove le orecchie e si accende come un albero di natale stando connesso 24 ore su 24 ad internet tramite l’antenna wi-fi contenuta al suo interno.

Uso professionale del Nabaztag: Un utilizzo intelligente potrebbe sembrare quello di fargli ripetere frasi del tipo “Viva la F**a e che dio la benedica”, ma dopo un po’ sembrerebbe quasi di aver buttato i soldi nella spazzatura. Ecco quindi che potremmo “dargli in pasto” ad esempio i nostri feed rss e lui ce li leggerebbe. Possiamo anche farci avvertire ogni volta che riceviamo una nuova email o lo possiamo usare anche come sveglia se proprio non sappiamo cosa fargli fare. Adesso, visto in questi termini, sembrerebbe il regalo giusto di natale da fare a tutte le persone geek che conoscete vero?

In realtà cos’è un Nabaztag: non è altro che un lettore mp3, a forma di coniglio, collegato a tante luci colorate e ad un servo-motore che gestisce il movimento delle orecchie. Il tutto è piazzato su un’antenna wi-fi gestita da un mini Sistema Operativo di appena pochi Kb. Tutto questo al costo reale di pochi dollari. Allora com’è possibile che riesca a fare tutte quelle cose come riprodurre con la propria voce del testo scritto e ha darti tutte quelle informazioni?

Ecco come funziona nella pratica un Nabaztag: Ricordate, quando dicevo che deve essere connesso ad Internet? E’ qui che nascono i guai! Ogni volta che gli date da leggere del testo lui contatta i server Violet, ossia i tizzi produttori del Nabaztag, ed identificandosi gli passa il testo che voi gli avete dato. Sui server Violet creano un file audio mp3 che rispediscono al vostro Nabaztag che lui prontamente riprodurrà come se avesse fatto tutto da solo. Tutto il lavoro di Speeching non lo effettua il Nabaztag ma i loro server.

Ecco perchè i Nabaztag due volte su tre non funzionano: I tizzi francesi che hanno creato questo oggetto pensavano di venderne solo un 30.000 unità in tutto il globo. In realtà ne sono stati venduti più di 210.000 di cui solo 35.000 nella sola Francia. Buon per loro direbbe qualcuno visto che il prezzo medio per ogni coniglio si aggira sui 130 euro. Poveri gli stolti che lo hanno comprato dico io. Ecco due scenari possibili collegati al fatto di avere o non avere una connessione e veloce:

  • Non hai una connessione ad internet o sei ancora fermo alla 56K? Il nabaztag è inutile o quasi.
  • Se i server Violet sono irraggiungibili, sovraccarichi o la Violet fallisce cosa accade?

E’ proprio questo secondo punto su cui sorgono i problemi che molti utenti riscontrano nell’uso del Nabaztag. Ignorantemente incolpano il “trespolo” anche se in realtà lui è solo un passa borse. La colpa è di quelle teste ben pensanti che si preventivavano un carico sui loro server ben precisa, ma come detto prima, la cifra di vendita è stata più alta delle loro aspettative. Ecco quindi cosa accade: i server Violet ricevono così tante richieste che non riescono ad espletarle tutte quante in tempi brevi e quindi si ha un collasso del sistema.

Soluzioni? Poche secondo me, in quanto uno potrebbe crearsi un suo server personale dove far ridirigere le richieste del Nabaztag ma da quel momento in poi sarebbe completamente isolato dal resto degli altri conigli e comunque non è un’operazione semplicissima per un utente “comune”. C’è chi dice che grazie a tutti i servizi aggiuntivi, ovviamente a pagamento non inclusi nell’acquisto del coniglio, stiano cercando di aumentare e potenziare il “parco server” Violet per tentare di arginare questo fiume in piena.

Conclusioni: L’idea di quei ben pensanti è… e rimane giusta e vincente. Peccato che abbiano fatto male i loro conti. In definitiva essere possessori di un Nabaztag vuol dire spendere una grossa cifra per un banalissimo lettore mp3 che con molta probabilità darà dei problemi ma tuttavia fa la sua figura sulla scrivania.

Bloccare l’avvio di Windows con una penna USB

Avete messo una password al bios e una all’avvio di windows, ma vi scoccia stare a perder tempo immettendo password su password? Faccio notare che questi sono tutti modi aggirabili, compreso quello che sto per dirvi perché ha solo l’intento di dimostrarvi un modo “casereccio” che non ha nulla a che vedere con soluzioni professionali. Declino ogni responsabilità nel caso facciate guai o non siate più in grado di accedere al sistema operativo dopo che avete seguito questa guida.

La password al bios può essere tolta come quella al login del sistema e quindi sarebbe preferibile usare una chiave come quella che si usa per aprire l’auto. Niente più password da ricordare a memoria ma solo una chiave, USB, da inserire se vogliamo che il sistema si avvii.

Tempo fa ho parlato di un programma in grado di bloccare Windows a patto che sia in esecuzione il Sistema operativo e che abbiate voglia di spendere qualche dollaro. Questa guida invece vuole proporvi un altro modo di tutelare l’avvio di Windows tramite chiavetta USB in quanto la mia filosofia è: chiavetta USB = Coltellino svizzero.

Windows all’avvio controlla, tra le tante cose, tre files specifici sul partizionamento e l’avvio. Tali file, se corretti, identificano la partizione su cui è installato uno o più sistemi operativi comportandosi di conseguenza eseguendo le istruzioni contenute in ciascuno dei files. Cosa accadrebbe se i files non ci fossero? Il sistema si bloccherebbe restituendo un errore simile a questo:

File BOOT.INI non valido
Impossibile avviare Windows poiché il file seguente manca o è danneggiato:
Windows\System32\Hal.dll

In casi normali questa situazione farebbe rabbrividire ma se in realtà fosse voluta e disattivabile a piacimento tramite la penna USB?

Cosa ci serve:

  • Una penna usb
  • Un computer con una Scheda Madre che permetta l’avvio da supporti USB (le MainBoars vecchie non hanno tale opzione). Controllate il bios o il manuale di riferimento per scoprire se possedete tale opzione.

Cosa bisogna fare:

  • Disattiviamo l’opzione di visualizzazione file e cartelle nascosti e attiviamo la possibilità di visualizzare l’estensioni dei file. Tutte queste cose le trovate nel menù a tendina sotto Strumenti > Opzioni cartella > Visualizzazione.
  • Andiamo in C:\ dove generalmente è installato Windows. Esistono 3 files:
    boot.ini, NTDETECT.COM e ntdlr
    Copiateli sulla penna
  • Rinominate i file in:
    boot.ini.bak, NTDETECT.COM.bak e ntdlr.bak
  • Riavviate il sistema, entrate nel bios e assicuratevi che il First Boot sia impostato sulla periferica USB.

Se la penna USB è collegata al computer al momento dell’accensione, il sistema partirà senza problemi altrimenti vi apparirà un messaggio d’errore come quello citato precedentemente.

Questa guida si consiglia solo a chi gli piace smanettare e a tutti quelli che prima di fare qualunque cosa abbiano controllato se il loro bios è realmente compatibile e si siano letti e studiati bene la guida su come rimettere tutto a posto nel caso non riesca più a far ripartire il sistema.

5 modi per craccare la password di tutti i Sistemi Operativi

Devil Crack PasswordRecentemente ho aiutato un cliente a recuperare la sua password d’Amministratore. Avevo a disposizione così tanti tools nella mia manica che non sapevo quale scegliere. Potevo decidere di resettare la password invece di perder tempo nel cercarla. Che fare? Ho voluto fare lo sborone col cliente e ho scelto di ritrovargliela dimostrandogli la futilità che egli riponeva nelle password. Sfortunatamente, come dicevo prima, sia per scovarla sia per resettare la password esistono diversi modi e variano al variare del sistema operativo. Nel titolo ho scritto “tutti i sistemi operativi” in realtà mi riferisco solo a quelli più famosi.

Esistono già on-line molti articoli che trattano di quest’argomento e per non essere ripetitivo cercando di voler fare qualcosa di diverso ho deciso di elencare i 5 migliori che conosco e che uso.

Per il Mac: basta prende un qualsiasi DVD d’installazione del sistema operativo, inserirlo ed aspettare che l’installar appaia. (Premete il pulsante ALT all’avvio del sistema per selezionare il DVD invece che l’hd). Una volta che sarà avviato correttamente andate su Utilità > Resetta password. Faccio notare che se avete una password per il FileVault e ve la dimenticate allora potete anche formattare in quanto non c’è modo di recuperare il contenuto.

Per Linux: Qui la procedura cambia secondo la distribuzione, ma il concetto è il medesimo usato per i Mac. Munitevi di qualsiasi versione bootabile di linux ed inseritela nel lettore. Avviate una recovery shell, montate la partizione dove è installato il sistema e andatevi a modificare il file shadow che si trova in etc col vostro editor preferito. Fate riferimento ai forum per il vostro sistema per maggiori dettagli.

Per Windows: abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta, ma mi piace segnalare questi 2.

  • Ophcrack Live CD: il mio preferito. Tramite le rainbow tables è possibile trovare la password corrispondente all’hash SAM, LM e NTLM il 99% delle volte. Il tempo impiegato varia dalla grandezza delle tables a vostra disposizione e in minima parte dalla complessità della password. Le tabelle fornite nella Live CD con sistema linux SLAX bootable sono grandi 320MB. Personalmente il tempo varia dai 3 minuti scarsi fino ad arrivare anche ad una mezzoretta abbondante. Esiste anche una tabella più grande da 8GB per chi è interessato.
  • Offline NT Password and Registry Editor: questo tool è per chi va di fretta e non vuole perder tempo. E’ piccolissimo, 3MB se non ricordo male. In pochi secondi potete resettare o togliere la password degli utenti che il programma identifica all’interno del sistema.

Per ultimo c’è un programma che può essere usato su Windows, Mac e Linux per “testare” la robustezza delle password. È un programma di tipo BruteForce e si chiama: JonhTheRipper. Va detto che, mentre Ophcrack utilizza un algoritmo, John tenta in maniera bovina tutte le possibili soluzioni una alla volta. Maggiore è la lunghezza e la complessità della password e più è esponenziale il tempo impiegato per trovarla.

Eliminare o tenere le cartelle $NtUninstall?

Avete mai notato tutta una serie di file nascosti proprio all’inizio della sub-cartella di Windows aventi tutti come parte del nome iniziale $NtUninstall? Vi siete mai chiesti a cosa servono e sè possibile eliminarli? Tutte quelle $NtUninstall vengono create ogni volta che installate una nuova versione del Service Pack o una patch per Windows. Capite bene che avendo io una versione la priam versione di XP, neanche SP1, ne ho molte di queste cartelle che occupano un 500MB buoni. Se prestate maggior attenzione, noterete che ogni file termina con KBxxxxxx e corrisponde all’ID dell’aggiornamento che potete anche ritrovare in “Installazione/Applicazioni”.

Unistaller

Il solo effetto negativo nell’eliminazione di queste cartelle è il non poter più disinstallare suddetti aggiornamenti. Mentre molti utenti non hanno dubbi ed eliminano queste cartelle senza problemi per far spazio, altri invece preferiscono e suggeriscono di tenerle. Perchè?
Bè ogni aggiornamento, dovrebbe prevedere che vada a risolvere qualche problema. Tuttavia non sempre è così. Alle volte potrebbe invece creare dei problemi di instabilità e potrebbe essere meglio toglierlo perchè la loro installazione provoca delle incompatibilità con altri programmi di cui proprio non potete fare a meno. Che fare? Eliminare o non eliminare? Si fa un backup, poi si elimina e fine dei problemi.

Invece di eliminare solo le cartelle uno si potrebbe prima fare un backup su CD, DVD o hd esterno se ha spazio perchè tanto in caso di problemi ogni cartella di disinstallazione lo si potrebbe far riferire al nuovo percorso.

Aprire Risorse del Computer > Entrate in C: > e successivamente nella cartella Windows. E’ qui che ci sono tutti queste cartelle ma volete eliminare/copiare queste cartelle ma non le trovate? B’è come detto prima sono cartelle nascoste e se non le vedete vul dire che non avete attiva l’opzione apposita. In alto trovate nel menù a tendina la voce > Strumenti > Opzioni Cartella > Visualizzazione > tra le prime cose da scegliere c’è una voce che dice: Cartelle e File Nascosti > Scegliete l’opzione che vi permette di vederle e premete OK. Et voilà! Magia! Ecco le cartelle di cui abbiamo parlato fino ad ora!

ATTENZIONE: Noterete che prima di tutte queste cartelle $NTUnistall ce ne sta una dal nome $hf_mig$ che nel mio caso è grande un 250mb. Ebbene qui dentro ci stanno tutte le installazione degli aggiornamenti che avete eseguito fino ad oggi. Questi sono a disposizione del sistema in caso esso senta che qualcosa non va e cerchi quindi di auto-aggiustarsi [non è proprio così ma fate finta che lo sia visto che questa non è il tema dell'articolo]. E’ da eliminare pure questa cartella?! Valgono gli stessi principi di prima? No, GUAI A VOI se eliminate la cartella $hf_mig$ o il cielo si abbatterà sulle vostre teste.

Tirando le somme con questa eliminazione ho eliminato un 500mb di unistaller e 240 di installer per un totale di 750mb liberi adesso utilizzabili per i miei scopi.

Faccio notare un’ultima cosa: in caso facciate degli aggiornamenti non correte subito ad eliminare queste cartelle nella foga di tenere il meno necessario. Riavviate il sistema qualche volta e tenete il sistema in “test” prima di iniziare le pulizie.

Leggere il contenuto dei file ISO CUE e BIN senza masterizzare

Bin, Cue, Img e ISO sono solo alcuni dei formati per le immagini di CD e i DVD. Sempre più spesso molti utenti hanno a che fare con questo tipo di file: Distribuzioni Linux, software distribuito e/o scaricato dai network p2p, FTP, IRC e chi più ne ha più ne metta. Queste “immagini” contengono tutte le informazioni necessare per una corretta masterizzazione ma non è detto che tutti i programmi di masterizzazione di cui sono in possesso siano in grado di riconoscerli e quindi di masterizzarli. Qui sorgono i primi guai. Magari non voglio avere 5 o sei programmi di masterizzazione o ancora peggio non vogliamo masterizzare qualcosa di cui non ho la certezza che funzioni, sopratutto se è dubbia la sua provenienza. Inoltre potrei avere un masterizzatore di CD ma non di DVD e mi ritrovo una immagine per DVD. Che fare? Io personalmente sono avvezzo ha “montarli”.

Montare è un termine che deriva da Linux [/mnt/] e che vuol dire in soldoni che potrei aver trovato un modo per leggere il contenuto dell’Immagine per i CD o DVD senza il bisogno di masterizzare. Tempo fa parlai di Daemon Tools grazie al quale è possibile creare dei lettori virtuali su cui “montare” l’immagine che si trova sul nostro hd. Per quanto mi riguarda rimane il miglior software Free in circolazione. Tuttavia la sua limitazione a 4 periferiche mi è sempre stata sullo stomaco. Navigando per caso, oggi scopro che la Microsoft ridistribuisce un suo software in grado di fare quello che fa Daemon Tools ma ottenendo la possibilità di occupare tutte le lettere dell’alfabeto. Spero che l’immagine sottostante sia più chiara di mille parole.

Virtual Drive

In verità io non ho tutti quei lettori CD e DVD ma sono stati creati “Virtualmente” da questo programma.

Questo programma è migliore di Daemond Tool? In linea generale: No! Tuttavia ogni tanto mi piace citare alcuni prodotti che ridistribuisce la Microsoft gratuitamente e visto che non capita molto spesso lo faccio con grande gioia!

Installiamo il programma: Andiamo nella cartella Documenti [o qualsiasi altra di vostro gradimento] e create una nuova cartella. Io l’ho chiamata con poca fantasia: Virtual Driver. Per estrarre il programma che avete scaricato basta che clicchiate sul file > si aprirà una finestra e cliccando su Browse… scegliate la cartella appena creata su Documenti. > Poi premete Unzip.
Andate a controllare nella cartella, troverete 3 nuovi file. Al suo interno ci troverete anche le istruzioni, ma visto che sono in inglese ve ne faccio io una rapida carrellata delle operazioni da fare:

  • Copiate il file VCdRom.sys dentro la cartella drivers che generalmente si trova su: C:\WINDOWS\system32\
  • Avviate il programma dal nome VCdControlTool.exe > cliccate su Driver Control > Install Driver > Andate su C:\WINDOWS\system32\drivers e scegliete il file VCdRom.sys > Start > OK
  • A questo punto potete aggiungere i drive e poi su di essi “montare” i vostri driver. Per farlo basta prima andare su Add Drive > Mount

Note: Se vi visualizza un errore quando premete Add Drive vuol dire che non avete installato correttamente il file VCdRom.sys nella cartella giusta o che non lo avete “attivato”.