Forse si, forse no. Il responsabile del F-secure propone che i servizi di credito bancari ottengano come estensione per i loro siti internet .safe (o anche .sure o .bank). Tutto questo per contrastare il sempre più crescende numero di utenti truffati.
Mikko Hyppönen afferma che gli utenti, compresi i più distratti, trovandosi ad inserire dati sensibili in un sito senza una delle sopra citate estensioni potrebbero con molta probabilità non cadere nel tranello.
Ovviamente si da per scontato che ICANN rilascerebbe queste particolari estensioni solo a banche di credito o istituti finanziari accreditati e non a chiuque ne faccia richiesta.
Sostanzialmente a livello teorico potrebbe effettivamente ridurre i rischi ma non eliminarli definitivamente. Il punto è che sista cercando di arginare il problema e non risolverlo. Il che è ben diverso.
Il problema è che gli utenti sono ignoranti, ignoranti perchè ignorano tutti i possibili tranelli che la rete nasconde. Questo non per loro colpa ma perchè non sono stati adeguatamente istruiri. Andrebbero “addestrati”, proprio come si fa con la patente di guida. Solo così possiamo dare un vero freno alle truffe che dilagano su internet e che ogni giorno mietono vittime.
Proporrei che fossero gli stessi istituti bancari a creare pagine apposite in cui spiegano e chiariscono certi malsani comportamenti. Proprio come ha fatto PosteItaliane così anche loro dovrebbero mobilitarsi per aiutare i propri clienti, in fondo loro che ci stanno a fare.. solo a prendere i nostri soldi e basta?
Vuoi ricevere gratuitamente i nuovi articoli sull'informatica di David Terni nella tua casella E-mail o tramite Feed?
Contattami
Rss