Come dicevo più di un anno fa, prima che sedicenti blogger esperti lo dicessero alle masse, il P2P o IRC non sono protocolli illegali, siamo noi a commettere un reato se li utilizziamo per condividere e scaricare file protetti da copyright, amorali o proibiti per le leggi di una determinata nazione.
Situazione all’estero: Ogni nazione ha le sue regole. L’unica cosa che è realmente perseguita senza limiti di confini sono tutte le violazioni sulla pedofilia, cosa giusta e sacrosanta. Ogni altra disquisizione si ferma al confine, dove a farla da padrona è la legge della nazione di cui appartiene l’utente identificato. Come qualcuno di voi ricorderà, nel caso Peppermint, utenti italiani erano stati identificati e si erano visti recapitare a casa una multa con relativa ammenda forfettaria da pagare per non incorrere in un processo penale e civile. La cosa si è risolta in un nulla di fatto grazie al garante della privacy che disse:
alle tre società di sospendere immediatamente ogni ulteriore trattamento dei dati illegittimamente acquisiti e di cancellarli entro il 31 marzo 2008
Il salvataggio quindi si deve solo al dubbio dei mezzi utilizzati per tracciare gli utenti, non per la violazione del copyright.
Situazione in Italia: Può capitare a molti di ritrovarsi tra le mani un file rinominato con contenuti pedopornografici. Sicuramente siete stati loggati dalle forze dell’ordine ma il singolo file non pregiudica nulla e non vi deve porre in uno stato di terrore, solo l’attività prolungata e continuata farà scattare ulteriori indagini. Cosa analoga avviene per programmi o film. Non si conoscono casi reali di soggetti perseguiti per aver condiviso uno sparuto numero di file.
Differenze tra il tracciamento eseguito su IRC e il P2P:
Chi sa come sono fatte entrambe le reti capirà subito che nei p2p la facilità con cui si è rintracciati è altissima. Al contrario per IRC dove solo il server dal quale stiamo scaricando è in grado di loggarci e identificare il file che stiamo prelevando. Sembrerebbe quindi che converrebbe più affidarsi a quest’ultimo per scaricare file illegali. Proprio però per come sono strutturate le reti, chi monitorizza gli utenti furbetti, sa benissimo che sul p2p è facile trovare i così detti fake, file rinominati che solo alla fine del download si è in grado di identificare e che potrebbe scagionare l’utente se non reticente. Per questo motivo sul proprio computer è permesso avere per almeno 24 ore un file “pirata” senza ripercussioni legali. Nelle reti IRC come detto non c’è modo da una persona all’esterno di conoscere gli estremi di chi si connette, fatta eccezione se si è ottenuto il mandato dal magistrato per accedere al server. Chi scarica tramite mIRC o simili sa con certezza assoluta che i file presenti nei server non sono fake per cui viene meno l’impossibilà di giustificarsi dicendo: io non sapevo quello che scaricavo. Se un utente scarica file illegali sapranno con certezza che non esiste modo di appellarsi e quindi si corrono, a livello teorico, maggiori rischi rispetto a emule.
Sul piano pratico, e per raggiungere un po’ di conclusioni spicciole prive di fondamenti legali ma comprovati, attualmente è assodato che si persegue, si traccia e s’indaga un cittadino italiano solo nel caso di pedofilia o “eccessiva” condivisione di file coperti dal copyright. Questa specifica scelta non si deve ha problemi legali perchè la legge Urbani è molto chiara e severa in materia punendo chiunque sia colto in fragrante tramite 3 distinzioni con pene diverse: chiunque sia trovato in possesso, che condivida e in possesso con scopo di lucro. Pur essendoci la legge si preferisce tuttavia utilizzare risorse tecnologiche e umane per inseguire ed indagare soggetti le cui attività sono accertate nel tempo. Una semplice dimostrazione di questo pensiero si può trovare nei film porno e di ultime novità al cinema dove la tecnologia e i modi per essere rintracciati ci sono, ma in quanti hanno ricevuto visite dalla Postale, finanza o carabinieri? Se così non fosse ogni maschio italiano dovrebbe dormire notti insonni.
Articoli della stessa serie:
La leggere urbani viene poi sviscerata in maniera esaustiva anche qui
Per scaricare e’ meglio Emule o mIRC? Ecco la risposta 1/3
È più sicuro scaricare da emule o da mirc? Ecco la risposta 2/3
Spero di aver sfamato tutti i dubbi degli utenti che tramite il Chiedilo a Wasabi mi hanno dato lo spunto per affrontare tutto l’argomento.
[irene.pu***, mejoro, Rariki, giulio.bat***, privam, acherosmat, kimoD, gau****.andrea, ilcontabile]
<a href="" title=""></a><blockquote></blockquote><code></code><em></em><strong></strong>
questa articolo è ottimo!
ma la quantità dei commenti che ti hanno lasciato qui, rispetto ad articoli che trattano argomenti + “comuni”… … dimostrano che forse nn è stato capito veramente o ancora peggio neanche letto :D
l’importante è provarci no? :D
cmq. riguardo quanto scrivi qui: “Per questo motivo sul proprio computer è permesso avere per almeno 24 ore un file “pirata” senza ripercussioni legali.”
quel “è permesso” sarebbe “da chi è permesso” ?
Admin dei server irc, posta, finanza, chi?
“Se così non fosse ogni maschio italiano dovrebbe dormire notti insonni.”
e mo nn esagerare dai :D
mio nonno manco la tv aveva :D
25 gennaio, 2009 17:16
Grazie per i complimenti.
Per le 24ore è la legge italiana che “legittima” tutta la questione tramite il “errore di reato”. [scusami.. in legalese non mi ricordo come si dice]. In pratica dice che tu puoi scaricare il file, ma se ti accorgi che viola una o più leggi hai fino a 24ore di tempo per cancerlarlo. Esempio stupidissimo. Uno vuole scaricarsi un distribuzione linux e in realtà scopre che qualche buon tempone ha rinominato un video pedo-pornografico e tu lo hai scaricato pensando che si trattasse di altro. Bene, non è che ti ritrovi le forze dell’ordine con un mandato di arresto per avere materiale pedo-pornografico perchè tu pensavi di scaricare qualcosa quando era tutt’altro. Sta poi a te verificare e “metterti in regola” entro le 24ore. [nel caso della pedopornografia se ti vogliono arrestare non si basano solo su quello, ma su molti altri fattori come tempo, numero dei file, collegamenti con altri soggetti, ulteriore materiale etc ;-)]
25 gennaio, 2009 17:31
ok chiarisso!
come sempre …
beh per una volta la legge italiana si domostra “sensata” … che poi ci sia in giro l’idea che sia la finanza, la postale e le Major a inserire questi fake … quello è un’altro discorso … insensato :(
25 gennaio, 2009 20:21
complimenti, i tuoi articoli sono ottimi e sensati no come quelli di un certo mirabellese
9 febbraio, 2009 19:33
@fioresito: grazie per gli apprezzamenti, peccato che siate in pochi ad apprezzare. La rete sembra navigata solo da orde di ragazzini 14′enni che per fare 9*2 deve prendere la calcolatrice.
9 febbraio, 2009 20:13
… una voce fuori dal coro (stonato): informazione corretta, valutazioni ponderate, competente, chiaro, scorrevole la lettura e… mi fermo al fine d’evitare d’apparire ironico!
AD MAIORA!
Vicus
P.S.: Ho già aggiunto la tua pagina nei segnalibri!
12 febbraio, 2010 01:57
Ciao a tutti.
Innanzitutto ringrazio per l’articolo, sono anni che vorrei leggere una cosa del genere ! Finalmente è tutto spiegato bene…
E mi trovo cosi bene che voglio fare una piccola richiesta per la sicurezza…
Tra la rete di uTorrent e quella di eMule qual è più sicura ?
Insomma si puo essere rintracciati più probabilmente con i server di eMule o con i trackers di uTorrent ? (non menziono DHT e KAD perchè dovrebbero essere meno pericolose).
Ringrazio ancora ! Ciao
16 luglio, 2010 06:04
@Uno curioso..: nessuno delle due si può dire più “sicuro” in termini di intercettazione rispetto all’altro. Le intercettazioni lavoro a livello di IP quindi basta che io tracci un file ben specifico e veda chi lo ha.
Entrambi i team stanno lavorando per render la cosa possibile ma attualmente con scarsi risultati a discapito, tra l’altro, delle prestazioni. Ovviamente in ambiente italiano le uniche preuccupazioni che possono arrivare dagli organi “postali” sono per il materiale pedopornografico. Qualunque cosa scarichi, sappi, che sei comunque stato tracciato ma difficilmente indagano ulteriormente su una determinata connessione se il materiale o le comunicazioni da e per quella rete non intrecciano le loro indagini.
16 luglio, 2010 15:29