Tempo fa, qualcuno di voi ricorderà, che spiegavo il funzionamento del Firewall Cinese creato dal regime di Pechino. Mi sono domandato quali paesi avessero adottato la stessa politica cinese scoprendo che nell’elenco c’è anche l’Italia.
A differenza i altre nazioni che applicano maggiormente la censura per motivi politici, religiosi o di ordine pubblico, il nostro paese segue il Dio denaro come motivazione. I monopoli dello stato battono cassa creando un accordo con gli ISP italiani bloccando i siti che trattano di gioco d’azzardo invogliando così il cittadino a servirsi dei siti “autorizzati”. La lista pubblica è scaricaribile sul sito della AAMS e conta più di 1300 nominativi. Chiunque tenti di visualizzare un sito inserito in elenco verrà reindirizzato su un server dello Stato con una pagina che spiega il motivo del blocco.

I Firewall Italiano non è assolutamente paragonabile a quello Cinese per complessità e strumenti impiegati. Risulta quindi immensamente più facile aggirarlo tramite utilizzo di DNS non italiani.
Va aggiunto per completezza che questa lista, voluta dal “decreto Gentiloni”, non contiene quei siti ritenuti “presumibilmente” pedopornografici. Proprio la riservatezza dei nominativi e l’impossibilità di constatare se tali siti siano amorali, mette in dubbio se non vi siano in elenco anche siti bloccati per motivazioni politiche.
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