
MI scuseranno tutti i miei lettori ma questo articolo non ha nulla a che vedere con l’informatica.
Un mio cliente, uno di quei clienti al quale piaceva dire e sentir dire “ho un Web-Master” è partito per un ultimo viaggio. Stroncato da un tumore al cervello più di un anno fa, durante una tournè in Germania, ha combattuto tra operazioni e chemio terapie. Ha scritto anche un diario cercando di esprimere i suoi stati d’animo. Ha scritto quanto ha potuto, ha scritto quanto si sentiva di dire.
Il corpo di Luigi, così si chiamava, non ha retto più. Il corpo si, non la mente. Luigi voleva con tutte le forze tornare dai suoi allievi, dai suoi spettatori ma più di tutti, e ne sono convinto, dai suoi personaggi. Oggi pomeriggio presenzierò al suo funerale dove sarà il protagonista per l’ultima volta di fronte, e ne sono convinto, a moltissime persone. Eh già… anche se da quel luglio 2006 non faceva più spettacoli, era abituato ai riflettori, ad avere centinaia di persone intorno a lui che ammiravano e si sbalordivano delle sue trasformazioni. Non parlo solo di bambini, ma anche di adulti, che rimanevano basiti nel cercare di capire come un uomo sui trampoli si potesse trasformare nel giro di pochi secondi in una giraffa, in una medusa, nella mosca dispettosa, nel magico aladino o nel mitico Nano Funanbolo.
Ovviamente a me non piace ricordarlo con i tremori alla mano o con la testa rasata. Mi piace ricordarlo dietro le quinte, durante lo spettacolo, che te ne diceva di tutti i colori ma che a fine show, quando tutti se ne erano andati ed eravamo sulla via del ritorno, ti faceva i complimenti per l’ottimo lavoro. Questo era Luigi Sicuranza. Un artista di strada, sempre a giro col suo forgone rosso ed è così che mi voglio ricordare di lui.