Riporto la notizia, anche se vecchia, letta su ToscanaTV
L’appello e’ stato lanciato dalla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate della Toscana.
Le ultime segnalazioni di tentativi di truffa sono pervenute nei giorni scorsi da Prato e Livorno, dove studi professionali hanno ricevuto telefonate da parte di sedicenti funzionari del fisco che chiedono le coordinate bancarie oppure offrono in vendita abbonamenti a fantomatiche riviste. In una nota diffusa dall’Agenzia si rende noto che:
“non rientrano nelle attività istituzionali dell’amministrazione fiscale né la richiesta di dati anagrafici per telefono, né l’invito a sottoscrivere abbonamenti a riviste fiscali o a pubblicazioni” e che “nessun dipendente è autorizzato a chiedere denaro ai contribuenti”.